La maledizione del basilico mannaro

Primi passi

Mai più…mai più…

Ho iniziato a piantare il mio orto sul balcone a metà giugno, orto di cui nutrivo le più grandi speranze.

Ebbene, da quel giorno gli attacchi si sono fatti violenti, insistenti e direi anche diversificati; tanto da farmi diventare quasi un’esperta di parassiti dell’orto.

Nell’ordine, si sono succeduti:
1) ruggine -> dannatissime spore arancioni installatesi sulla pagina inferiore delle foglie del basilico, dal quale sono state debellate facilmente con l’*ahimè* necessario fungicida, ma da cui sono passate alla vicina menta, più difficile da trattare (e per qualche giorno ho dovuto dire addio ai mojito-fai-da-me)
2) cicaline -> screanzati insetti volanti, cosetti bianchi che saltellando hanno avuto la bella idea di sorvolare l’area dell’insalata. Il vero problema è che le punture di tale insetto, oltre a rendere le foglie mano a mano più deboli e trasparenti, bloccano la crescita…da allora l’insalata si è fermata a quota foglie 3 per seme. Ho debellato il problema a mano, schiacciando le infestatrici a una a una…
3) cicala -> una di quelle grandi…la maledetta si era mimetizzata, essendo di un verde acceso, e banchettava allegramente fino alla comparsa della mia ombra. La poveretta ha capito che sono vegana, ma non santa.
4) oidio -> l’ultima novità della stagione, una marea di puntini che aggrediscono senza tregua, mettendomi in crisi.

A questo punto, propendo per la ripresa delle attività piantatorie a dopo l’8 agosto, giorno di rientro dal mio soggiorno estivo triestino. L’attività vedrà il tentativo di piantare nuova insalata, poi cipolle, aglio e fagioli.
Più tardi spinaci.

Ma il tutto si svolgerà con una lezione appresa e applicata: il basilico non verrà mai più messo accanto al resto delle piante, ma in un angolino del terrazzo. In castigo.

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