Weekend di … burro

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Piuro, dal latino “plorare” = “piangere”.
E si pianse molto nel ‘600, a nord di Chiavenna, dove appunto sorge il comune di Piuro.

Johan Guler Von Wyneck, storico, diplomatico e cartografo svizzero, nel 1616 scrisse le seguenti parole a proposito del nome del borgo:

(…) a cagione di un lacrimevole disastro che ivi accadde in antico. Narra infatti una vecchia leggenda che nei tempi andati questo borgo sorgesse più addentro nella stretta gola della valle, dove una tremenda ed improvvisa piena del fiume lo travolse, distruggendolo totalmente.

(…) Ma la sventura potrebbe di bel nuovo abbattersi su questo paese, prostrandolo una seconda volta.

E la seconda volta non tardò a venire…nel 1618 il Monte Conto letteralmente crollò sulla città, seppellendola.

Si sa, la scorza della gente di montagna è dura. Passato un disastro, ci si rimette a lavorare. Passato un altro, pure la generazione successiva riprende in mano le attività di famiglia: lavorazione della pietra ollare, della seta e altre attività mercantili.

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E oggi si piange poco a Piuro: la Terza Rivoluzione Industriale è arrivata precocemente in questo paesino, con l’elettricità generata in gran quantità da fonti rinnovabili, con un’agronomia sostenibile, la trasparenza delle attività del comune pubblicate sempre su un sito internet accessibile, ma soprattutto con una fiorente economia derivata da un turismo che punta sulle ricchezze naturali e alimentari del territorio.

Su questi principi sono stati aperti al pubblico i vari crotti della zona, cantine scavate nella roccia, perfette per la conservazione di salumi e formaggi; ogni anno una sagra settembrina celebra i gusti della tradizione e quest’anno si svolgerà la 53° edizione.

Al famoso Crotto Quartino tradizione ed ecologia sono di casa. A una filosofia di riduzione degli imballaggi, di divisione dei rifiuti e di energia rinnovabile, si accompagna la dedizione nel creare piatti sempre uguali eppure ogni giorno rinnovati, in un’avventura di filiera corta difficile da mantenere, ma stoicamente perseguita.
Ai vegani meno severi garantisco il buon trattamento degli animali: godetevi un piatto di gnocchetti ai formaggi, sapendo che le mucche le avete viste là, al pascolo, mentre stavate percorrendo la strada da Chiavenna.

Godetevi il famosissimo biscottino di Prosto, che vi serviranno alla fine del pasto.Image
E’ un biscottino semplice, solo farina, burro e zucchero.
Una delizia preparata dall’inizio del ‘900 per le feste e in quelle occasioni le famiglie di Piuro si servivano dell’unico forno locale: quello al “Mulino” della famiglia seicentesca Del Curto; le sorelle Monica e Simonetta Del Curto sono attualmente le uniche detentrici dei segreti di questo biscotto, di cui concedono la vendita ad alcuni crotti e attività locali.

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Vi sentirete  un po’ sazi, vi avverto…
Ma se riuscirete ancora ad alzarvi dalla sedia e a fare quattro passi, avrete di fronte a voi uno dei monumenti naturali più belli delle Alpi Lombarde: le Cascate dell’Acqua Fraggia.

E la butto lì…quando ve la sentirete, vi sono 2 ore di sentiero, per arrivare alla sommità delle cascate e percorrere 3000 gradini tra resti di insediamenti, rifugi in pietra e fitta vegetazione.

No…Piuro davvero non piange più.

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