La mia verità su Herbalife

Da tre mesi sto quotidianamente assumendo i prodotti e da due settimane ho iniziato l’attività, partecipando a due diversi corsi di formazione.

Noto che ancora molti, tra amici e conoscenti, nonchè sconosciuti a cui mi avvicino per regalare loro un prezioso strumento di benessere, hanno idee confuse se non errate di Herbalife.
Leggo su internet voci non autorevoli e senza fonti in merito a questa azienda, alcuni articoli che rispolverano informazioni vecchie di 20 anni e ci configurano come dei pazzi invasati appartenenti a una setta che fanno il lavaggio del cervello alla gente durante i nostri STS; secondo certi mettiamo musica strana che farebbe esaltare i futuri nuovi distributori.
Sì, è vero, lo ammetto, Rihanna mi esalta. Non ci avevo mai pensato che “Umbrella” in verità significava “Herbalife” in qualche lingua del Bangladesh e del Botswana.

Io stessa ero scettica e non volevo avere a che fare con il lavoro del mio ragazzo. Lo guardavo con un po’ di tristezza quando mi parlava di cosa mi avrebbe dato con i soldi che avrebbe fatto con Herbalife.
Beh, ora faccio “mea culpa”: non solo ero un’emerita ignorante presuntuosa, ma non capivo nulla di economia (non che adesso brilli di conoscenza in merito, ma almeno approfondisco prima di parlare).

La parola chiave è “network marketing”. Non è un sistema piramidale nel senso illegale del termine, ma come una rete che stabiliamo nella vita con le nostre semplici conoscenze, questo sistema perfettamente legale e certificato in Italia da Avedisco si espande fino a toccare i margini del globo; in psicologia si parla di “teoria del mondo piccolo” di Stanley Milgram o “teoria dei sei gradi di separazione”.
Se ci pensiamo, tutti facciamo inconsapevolmente network marketing: promuoviamo la marca dello shampoo che usiamo in palestra, contribuiamo ad espandere il brand del cibo che mangiamo in pausa pranzo, indossiamo perfino le mutande di una determinata catena e queste spuntano con orgoglio da quei jeans…sì, proprio quelli che abbiamo comprato la settimana precedente in quel nuovo centro commerciale…
E prima o poi qualcuno ci chiede qualcosa in merito a questi oggetti; e noi rispondiamo.
Qual è la differenza con Herbalife?
Che per tutte queste azioni nessuno ti paga.

Il segreto di Herbalife sono i prodotti, perchè sono loro che parlano per te.
Funzionano? Sì, altrimenti l’azienda non avrebbe 32 anni alle spalle e non avrebbe aumentato il suo fatturato nel 2011 del 26% rispetto agli anni precedenti.
Cosa cosa? Aumentare di 1,1 miliardi il proprio fatturato negli anni della crisi?? Come??
Semplice: prodotto di qualità in mani sempre più di qualità.
In questi giorni sono stata orgogliosa di veder spalancare gli occhi dalla sorpresa ad un estetista mentre eseguivo una maschera di prova a una signora: la forza dei fatti, non delle parole.

In che senso ora Herbalife è in mani sempre più di qualità?
In due modi:
1) da una parte all’inizio c’era solo un medico, Richard Marconi. Ora lo Staff Medico Scientifico di Herbalife International è composto da tre organismi diversi: il “Medical Advisory Aboard”, lo “Scientific Advisory Aboard” ed il “Medical Affairs Group”. Questo gruppo di nutrizionisti, specialisti e scienziati ha un intero laboratorio di ricerca sulla nutrizione molecolare e cellulare dell’Università di Los Angeles a sua disposizione. Herbalife annovera tra i migliori esperti anche il Premio Nobel Louis Ignarro, a cui è stato attribuito il premio per la scoperta dell’ossido nitrico e il brevetto della sua invenzione è stato dato in mano solo ad Herbalife.
2) dall’altra parte non siamo più solo casalinghe scatenate che abbiamo cominciato a perdere peso. Tra di noi ci sono persone di tutti i tipi, manager, progettisti aeronautici, ingegneri, operai, ex studenti che usciti dall’università dopo una brillante carriera scolastica hanno scoperto di non valere nulla sul mercato per le aziende “normali”. Ebbene, non saltiamo più sulle sedie esaltati dai risultati personali che abbiamo ottenuto, siano essi fisici o finanziari, ma apriamo uffici, creiamo corsi, aiutiamo la gente con consulenze approfondite e personalizzate.
Noi stessi partecipiamo a corsi di formazione, accademie, ABC, preparazioni…sappiamo il contenuto di ogni barattolo a memoria, ci sottoponiamo in prima persona alla prova di tutti i prodotti.
Perchè siamo noi la vetrina dell’azienda.
E ogni pazzo che sbaglia, ogni esaltato, ogni persona che vuole solo vendere e basta è un peso che ci porteremo per anni. Viene stracciato il codice di tale distribuglione, ma la macchia rimane soprattutto nella testa di colui che non sa come funziona il network marketing.

Infine parliamo di mercato.
Chi sono i potenziali clienti?
Tutti mangiamo? Sì.
Il cibo che prendiamo al supermercato, sia esso verdura, frutta o derivato animale, è sufficiente? No.
Il cibo ha un valore nutrizionale sempre più basso e carente, spendiamo soldi (comunque troppo pochi rispetto a quelli che investiamo in cellulari, auto, animali di compagnia…) per introdurre aria nelle nostre bocche…e per di più aria inquinata, con sostanze tossiche, contaminate dalle stesse confezioni di plastica che contengono bisfenolo A (le nostre non lo contengono, sia chiaro)…
E intanto le malattie aumentano, quelle cardiovascolari sono la principale causa di morte e le spese mediche (nostre o dello Stato…quindi nostre) mandano in rosso famiglie e Paesi.
E’ dimostrato ormai, e non voglio neanche stare qui a discuterne, che il 70% delle malattie è causata dal cibo. Anche un semplice mal di testa. Anche il diabete di tipo II nel neonato…che fino a 20 anni fa non l’avrebbe mai e poi mai avuto.
Chi sono i potenziali clienti?
Tutti quelli che prendono in farmacia miscugli chimici per avere energia, per digerire meglio, per ridurre i succhi gastrici…
O chi beve il caffè per svegliarsi durante la preparazione agli esami e dopo aver gioito per il 30 ottenuto, si distende sul divano col mal di stomaco e con altri brutti effetti all’intestino…o chi semplicemente si riempie di brufoli in tali occasioni.
Chi sono i potenziali clienti?
Tutti, solo che alcuni ne sono consapevoli, altri sono distratti dalla TV e dalle taglie di Oviesse che aumentano sempre di più per gratificare gli acquirenti. Dobbiamo far sapere loro, con costanza ma non con insistenza, che le fasce snellenti non servono alla salute, nascondono solo la polvere sotto al tappeto.

In conclusione, credo che far mangiare più proteine vegetali alla gente, anche solo attraverso un frullato, sia una missione.
Credo che aiutare le persone ad avere una pelle che non assorbe sostanze inquinanti sia un dovere.
Credo che migliorare la situazione economica di ragazzi che valgono sia una passione.
Adoro vedere i miei genitori stare meglio e dimagrire. Mi sento vitale quando finito un pranzo non piango più per il dolore dovuto al morbo di Chron.
Herbalife ti licenzia? No, sei tu che ti autolicenzi se con tutte le possibilità che essa ti offre non riesci comunque a sfondare.
Nel mio mondo significa ” fallire”.
Il grande Bastos (uno dei 24 president italiani) bonariamente lo traduce con “essere mediocre”.
Ma io sono più cattiva, perchè pretendo molto da me stessa e non concepisco chi non pretende molto da se stesso.

Dato che il mio capo è il mio obiettivo (non è il mio capo nemmeno il grande amministratore delegato, già ex amministratore delegato della Disney, Michael Orland Johnson), mi pongo come obiettivo il compito di cambiare in Italia l’opinione su Herbalife.
E se non ci riuscirò è solo perchè la mia volontà non sarà stata sufficiente.
Eviterò di essere una delle tante ex distributrici che danno la colpa del non aver fatto soldi all’azienda e magari poi scrivono su internet inneggiando alla truffa.

“Fare…sbagliare…correggere…ancora una volta…costi quel che costi.”

PS: entrambi i miei genitori sono medici ed entrambi usano i prodotti.
Prima mi criticavano per il veganesimo, ora mi dicono che ho fatto bene. Prima mi criticavano per Herbalife, ora mi dicono che ho fatto bene.
Sarà che non sono un’idiota. Sarà che i libri dei medici non sempre sono corretti…o almeno aggiornati. E soprattutto: non sanno tutto.

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