Questo non è un post d’ “opinione”

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Ricordo la volta in cui, da piccola, aprii la porta della stanza dei miei genitori e li trovai, stesi uno di fianco all’altro, a leggere.
È stata una delle pochissime scene a cui ho attribuito la parola “matrimonio” per quanto riguardava il loro rapporto.
Ora so che quella che mi sembrava una “commistione di menti”, in realtà era un rarissimo e casuale episodio.

Certo è che in tutte le mie “storie(lle)” ho sempre cercato di ricreare una scena simile, possibilmente a cadenza settimanale (…).
Ma come non si sa se sia nato prima l’uovo o la gallina, così non ho idea se già da prima fossi amante della cultura e questa caratteristica fosse arrivata all’idilliaco apogeo con una tale scena, oppure se simile avvenimento mi abbia ispirato una tremenda curiosità verso…tutto. “Se lo conosci, bene; se non lo conosci, cercalo, dannazione!” D’altronde i bambini fanno associazioni strane.

So solamente che ho traslocato una marea di volte e che, stessi effettuando la cosa con un sidecar o con un furgone, 3/4 del carico era composto da libri e l’importanza dei vestiti era quella di coprire i buchi in modo che non si rovinassero gli angoli delle copertine.

Probabilmente ora dovrei comporre un’ “elegia dell’ebook”.
Tranquilli, avverrà solo nel momento in cui gli attuali correttori di bozze comprenderanno che non è sufficiente cliccare F7 per guadagnarsi la pagnotta.

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