Ispirata e mutata…

Parlando in questi giorni con compagni dell’epoca delle superiori, sono rimasti positivamente colpiti dai miei discorsi sulla decrescita come via di ripresa economica.
La domanda è sorta spontanea:
“Come posso informarmi di più su questi temi?”

Ho segnalato loro alcuni libri che, decisamente, mi hanno cambiato la vita, mi hanno asportato lo stupido cervello precedente e hanno impiantato nuova materia grigia.

Anche per dire a chi mi segue che, sì, sono viva e il blog non morirà se gli esami finiranno in fretta (mancano 7 giorni…ce la posso fare), ho pensato di segnalare queste piccole perle 😀

La Terza Rivoluzione IndustrialeJeremy Rifkin

La Terza Rivoluzione Industriale
Jeremy Rifkin

Maledetto il giorno…
Tutto è iniziato con questo libro…
E’ vero, le tesi di Rifkin sono un po’ eccessive e sembra che abbia fatto tutto lui da solo, ma non si può non riconoscergli il merito di aver riassunto gli scenari della Terza Rivoluzione Industriale in 5 importanti pilastri, che se perseguiti (magari con la diretta collaborazione dell’autore, come vari sindaci hanno già iniziato a fare) porterebbero ad una crescita economica etica e pulita e alla creazione di migliaia di posti di lavoro.

Mette in discussione persino le teorie economiche attuali…e questa cosa non piacerà molto ai miei amici della facoltà di Economia (ma ambasciator non porta pena!)…

“Finchè sul mercato si stenderà l’ombra lunga di Newton, è improbabile che l’economia, come disciplina, riesca ad adeguarsi al sempre più aperto scisma che ne minaccia gli assunti fondamentali.”
La vecchia Scienza, infatti, considera la Natura solo come una somma di oggetti, mentre la nuova Scienza la considera come una somma di relazioni…
Ecco che in un futuro in cui il mondo sarà dominato dal Potere Laterale, dal potere delle relazioni, la teoria economica ortodossa comincerà a mostrare tutta la sua inutilità.

The China StudyT. Colin Campbell

The China Study
T. Colin Campbell

La mia scelta del vegetarianismo prima e del veganesimo poi è stata dettata da una pura osservazione empirica, almeno all’inizio.
Sì, sì, belli gli animali, poveri gli animali…ma io ho pensato subito a cosa mi stesse provocando solenni mal di stomaco. E la soluzione, togli questo un giorno, togli quello un altro giorno, si è rivelata valida.

Ma perchè?
Sinceramente, non ne avevo idea (o almeno ne avevo di sparse e varie, frutto delle classiche ricerche in internet che se lo sapesse il “Dottor House” mi taglierebbe le dita) fino al momento in cui non mi sono imbattuta in questo libro.

Ho dovuto affrontare un grosso tabù del lettore che si definisce “serio”: la copertina è un’americanata bestiale e l’impaginazione è peggio, insomma la grafica apparteneva a un settore che io evito come la peste, ovvero quello dell’esoterico e delle dissertazioni sullo spirito…Vinte le iniziali repulsioni…dal momento della chiusura dell’ultima pagina non posso più scindere il mio concetto di “stare bene” da questo libro.

Non sono un medico e non so se tutto quello che c’è scritto è corretto…ma le fonti, la folta bibliografia, la semplicità delle prove e i riconoscimenti che gli sono stati attribuiti per me sono più che sufficienti.
E diciamocelo, mi sta fornendo non poche risposte taglienti a chi mi critica a tavola.

PrepariamociLuca Mercalli

Prepariamoci
Luca Mercalli

Talmente convincente da fare paura…io non ho dormito per notti intere dopo aver concluso la lettura.
Molto più apocalittico di Rifkin, ma contemporaneamente più delicato e razionale, ti si insinua nella testa e da lì ti riprometti che il giorno dopo dovrai per forza far qualcosa per fermare lo scempio.

Propone soluzioni facili per chiunque e lo fa in modo talmente semplice che ti chiedi perchè tu non ci abbia ancora pensato…
Perchè non hai coibentato la casa, eh? Spiegamelo…
Perchè non hai ancora messo i pannelli?
Perchè non hai il tuo orticello? Eh?
Ok, ok! Vado!

Non avendo una casa mia, sono partita con l’orticello in vaso, che mi sono portata dietro durante vari trasferimenti.

In un unico punto lasciava aperta la mente al dubbio, quindi ho contattato l’autore via mail:
“Lei dice che per tutti gli esperti, siano essi tecnici o letterati, ci sarà un ruolo fondamentale nel nuovo mondo che prospetta…ma che cosa posso fare io, da storica?”
Me l’ha detto 😀
Ma questo sarà oggetto della mia tesi e delle specialistiche future 😀

La scommessa della decrescitaSerge Latouche

La scommessa della decrescita
Serge Latouche

Decrescere o arretrare? Quali sono le prospettive? A noi la scelta.
Ma la società deve esserne cosciente e partecipe.
Perchè va bene il libro, però…

Ecco, Serge Latouche mi piace anche come persona, si mette in gioco e sfida il pubblico, non rimane rintanato nelle “torri d’avorio” dell’Accademia.
Nella mia breve esperienza universitaria mi è capitato spesso di incontrare professori che alla fin fine ti paiono fuori dalla realtà e che quando parlano ai convegni (se proprio proprio devono farli) parlano più a se stessi che agli altri…borbottano lontano dal microfono, perchè considerano il pubblico ignorante e non degno delle loro parole.
Pare che a Santorso (VI), il 26 gennaio, Latouche fosse tutt’altro.
Chi vi è stato mi ha riferito di un uomo concentrato, che ti fissa e sa che solo tu, studente o lavoratore…TU, giovane, sei la persona che è obbligata a mettere in pratica.

In verità è una scommessa su di noi.
E non so voi, ma io non amo essere schiaffeggiata da un guanto bianco e stare a guardare…

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Potrei continuare a proporre testi all’infinito, non posso dimenticare i momenti passati a nutrirmi di “Intelligenza emotiva” e “Intelligenza ecologica” di Daniel Goleman, di “Poco e Niente” di Giampaolo Pansa, di “Decrescita Felice” di Maurizio Pallante, di “Un mondo usa e getta” di Guido Viale…

Sul comodino “I miti del nostro tempo” di Umberto Galimberti ( ❤ ) ha un grooosso segnalibro in centro e nell’iPad attendono “Una cura per la Terra” di Stewart Brand e “Lo spettro del capitale” di Sergio Bellucci.

Insomma, di letteratura in merito ce n’è…ma se non fosse stato per questi quattro libri, io sarei una persona diversa, legata a concetti del passato e forse…ancora con la cresta e il chiodo di pelle (PELLE! oddio…)…

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