Happy B-Day!

Per festeggiare il mio 24* compleanno, mi sono regalata “Chronicles of Old Boston”, di Charles Bahne.
Ho preferito questa rispetto a tutte le altre guide perchè non si perde nei dettagli di “dove mangiare, dove dormire” (tanto mangio e dormo presso la casetta di una pensionata molto simpatica) e soprattutto perchè gli itinerari proposti sono pensati per persone a piedi, come me.
Inoltre ha una bellissima parte iniziale dedicata alla storia di Boston e a degli aneddoti divertenti e curiosi; la Storia fa da sfondo alla checklist delle “cose da vedere, mentre si passeggia con un caffè infinito in mano”.

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Stamane il jet lag mi ha aiutato, ho cominciato a sfogliare il libro alle 5 e la giornata vera e propria è iniziata alle 7.30, con qualche idea di itinerario già in testa.

Metro, fermata Park Avenue.
Ho un percorso ben preciso dettato dalle tappe storiche bostoniane e mi imbatto in numerose scolaresche: gli alunni sono muniti di una risma di fotocopie con dei giochi.
Siamo in un cimitero attivo dal 1600 al 1800 e il loro compito è scovare le tombe degli eroi dell’Indipendenza…pronti, attenti, via!
Si fermano solo per fare una foto col monumento dedicato ai genitori di Benjamin Franklin.

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È l’entusiasmo, ma anche l’educazione, che mi colpiscono.
Prima di passarmi davanti mentre leggo i pannelli informativi si scusano.
Non vedono l’ora di visitare anche il “donkey” dei democratici, la statua di Franklin, la prima scuola pubblica, l’acquario…e ascoltano con attenzione le guide.
I ragazzi che fanno da guida sono spettacolari, c’è chi è vestito da puritano, chi da donna irlandese dell’800, chi da gigolò settecentesco e parlano ad alta voce creandosi un’aurea da personaggio illustre, da autorità che narra gli eventi della sua epoca.

Passo oltre, mi infilo nelle stradine tra gli enormi grattacieli che svettano, pensando che quelli di Milano sono dei nanetti da giardino in confronto.

E poi lo spazio si spalanca davanti a me, un’ariosa piazza precede il molo verso l’Europa.
L’Italia mi manca, è vero, ma la mia è una malinconia che lascia l’amaro in bocca: come sempre, quando sono in viaggio, non posso non pensare a quanto sia diversa dai Paesi che ho visitato e mi convinco ancora di più che soffrire e sopravvivere per quella Nazione non valga la pena.

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Alla mia sinistra, verso il North End, si estende la Little Italy di Boston. Loro non sono mai tornati.

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News del pomeriggio: sono un po’ ammalata e debole, forse per il viaggio, le lunghe camminate ed il poco sonno, quindi la mia escursione è terminata in mattinata ai docks di Boston.
Stasera recupererò un po’ del peso perso con una schifezzuola americana per concludere in dolcezza la giornata.

Grazie a chi mi ha fatto gli auguri, su facebook, per sms, per email e dal vivo quando ho fatto la festicciola prima di partire.
Grazie ai lettori e ai visitatori del blog.
E soprattutto grazie al mio paziente boyfriend, che attende nella nostra casina!
Un bacione immenso!

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