Un piccolo puzzle

La serie di post dedicati alla recollection in tranquillity continua…

Torno da una salutare corsetta pomeridiana, tra poco uscirò di nuovo per visitare un curioso caffè letterario milanese con un blogger di wordpressiana conoscenza (e passeremo la serata discutendo su chi dovrà scrivere un post in merito…per arrivare alla conclusione scontata di scriverlo entrambi).
Ma ho il tempo di battere due righe, giusto per fissare un pensiero.

Dunque: il fisico è davvero lo specchio della mente…e da occidentale, non tenterò di impegolarmi in una inutile quanto errata interpretazione del Sutra della Piattaforma, il cartesiano pragmatismo europeo richiede uno sforzo di semplicità.
Per sentirsi bene, tutti gli aspetti della vita dovrebbero essere armonizzati e non è che ti svegli una mattina e TAC! Sei a posto.
Se riaffiori dagli abissi, ci potrebbero volere anni per realizzare il puzzle.

Personalmente, il primo passo per la reconquista del Lido della Normalità è andato nella direzione del fissare un obiettivo a lungo termine: l’università; s’è così realizzata la cornice del puzzle.
Poi il recupero delle vecchie amicizie, l’analisi delle passioni profonde e sopite, la neutralizzazione di antichi fantasmi, la realizzazione e l’aggiornamento relativamente costante di questo blog (all’inizio con un fine specifico, poi il “capo” se n’è scappato in Germania e ho ripiegato sul blog generalista, senza aulici scopi) hanno riempito alcuni spazi del campo.
Infine ho lavorato sul fisico, tentando di riparare i danni del sovrappeso, del menefreghismo e dell’alcool tramite la dieta vegetariana e il continuo uso dei prodotti Herbalife (si dia pure il via alle critiche degli scettici! 😀 ) .

Alle spalle mi sono già lasciata 21 chili, ma vorrei passare al gradino successivo della scala della salute, concordando con me stessa di lavorare sulla costanza e di sfruttare l’allegro rilascio di endorfine dovuto all’attività fisica.
Non ho mai corso in vita mia, suscitando le ire degli insegnanti di ginnastica, sempre propensi a rimandarmi miseramente nella loro materia…e ora ci sto provando con l’obiettivo di fare un po’ di fiato per questa estate, per poter dedicarmi al windsurf e alle camminate in montagna senza avere il solito sapore ferroso in bocca (ed il costante pensiero “perchè non sono rimasta a casa?” in testa).
Seguo una tabella abbastanza famosa (il C25K di Josh Clark), che mi aveva consigliato un trainer della mia vecchia palestra…al tempo…poi non ho mai provato a metterla in pratica, dato che durante quel periodo tenevo esclusivamente a definire bicipiti e addominali per lavorare in cantiere senza sentirmi sminuita 😀 .
Il soundtrack è variopinto, da “Sing Child” degli ASP, che giudico un felice residuo di metallara memoria, a “Rocky road to Dublin” by The Dubliners, associabili a tale situazione solo grazie alla mediazione di un fantasioso Sherlock Holmes lontano anni luce dall’omonimo del XIX secolo…

La sfida con me stessa di fronte a questo tavolo ricoperto da 9000 pezzi, insomma, si sta concludendo.
Ma bussano alla porta…e da lontano arriva una nuova scatola, ancor più colorata e vivace.
Sarà da incorniciare il vecchio passatempo,appenderlo tra una libreria di legno massello e l’altra…serve spazio…

Annunci