Native Town

“Di dove sei?”
“Trieste.”

La risposta arriva diretta. Scontata. Non esistono altre opzioni.
Perchè?
Tre motivi:
1) non ho voglia di spiegare che Gorizia non si trova in Slovenia (ma ci avete conquistato per qualcosa o perché volevate fare le boccacce all’Austria? Un minimo di Storia, vi prego!)
2) non desidero essere considerata una provincialotta
3) sono da sempre follemente innamorata di Trieste e questo lo sanno tutti fin dal momento in cui ho imparato ad aprir bocca (molto, molto precocemente)

Eppure l’appartamento a 100 metri dal confine si sta “allietando” sempre più spesso della mia presenza, per la gioia dei padiglioni auricolari materni.
Così si sono rinsaldati rapporti, riallacciati contatti, rivisti vecchi compari di giardinetto.
Di giardinetto…sì, perché a Gorizia, quando si era troppo vecchi per fare scorribande con la bicicletta, ma troppo giovani per guidare un’auto, esistevano solo due attività: le vasche in Corso e lo “svacco” in Valletta.

Isonzo, verso Solkan

Isonzo, verso Solkan

Ora non credo che le possibilità pomeridiane e serali per gli adolescenti siano cambiate, col beneplacito di una amministrazione comunale decrepita ed una crisi che abbassa le serrande dei negozi del Corso sopra citato.
Quello che mi stupisce è ciò che stanno facendo i miei vecchi compagni di sventura, quelli che non sono potuti scappare fin da subito e quelli che si sono laureati a Trieste, ma non se la sentono di lasciare il paese. E soprattutto quelli che sono stati colti alla sprovvista dalla nascita di uno o più figli: spuntano come funghi, altro che calo demografico!
Insomma, si sono dovuti ingegnare, perché in qualche modo bisogna pur vivere:
– qualcuno ha conquistato un posto nell’unica attività imprenditoriale che ha aperto negli ultimi anni, il McDonald (lo so…)
– qualcun altro sta andando a muso duro verso l’insegnamento musicale, nonostante le prospettive monetarie siano limitatissime…la comunità slovena sta riuscendo a mantenere questa sua rinomata specificità con un coraggio notevole
– alcuni hanno fatto fronte comune e stanno realizzando progetti storici di non poco conto, trovando un risvolto economico nella faccenda (letteralmente, si batte il ferro per campare…) -> Gruppo Storico Principesca Contea di Gorizia
– altri tornano ad attività artigianali e contadine
(infine permangono dei validi progetti di lunga data sulla scia dell’alimentazione e dell’innovazione, come la ditta -> Biolab, fondata nel 1991…e poi c’è Gianni, che è sempre Gianni -cit. solo per intenditori – )

Il castello, da Via Santa Chiara

Il castello, da Via Santa Chiara

Coadiuvati da molti eventi, inspiegabilmente ambientati nelle contrade goriziane e miracolosamente autorizzati dal Comune, tutti loro riescono a trovare quel minimo per sostentarsi, esponendo e proponendo i loro prodotti.
In effetti si è appena conclusa la -> Fiera del Pollice Verde, che ha ridato vita anche a luoghi centrali della cittadina (come la pittoresca Via Rastello, improvvisamente affollata per la presenza di temporanee enoteche) e già si attende con ansia il famoso Festival Internazionale -> èStoria, che da qualche anno attira ospiti e turisti da tutto il mondo (e non è uno scherzo, la manifestazione appare davvero curata, interessante e vivace…tant’è che quest’anno non me la perderò per nulla al mondo).
Non calcoliamo poi l’incoming dovuto ad altri eventi, come Gusti di Frontiera ed il Festival Vegetariano, che vedono l’attiva partecipazione di Biolab.
In sostanza, le mie vecchie conoscenze riferiscono di ritenersi sufficientemente soddisfatte, nonostante le difficoltà e l’insicurezza di fondo.

—————–

Qualche giorno fa, camminando per campi e stradine, mi sono accorta di star abbandonando l’odio per una città babazzona (che parla alle spalle) di natura, ma che non ha saputo vedere nel momento del bisogno.
Creando dei bei ricordi col Parco di Piuma sullo sfondo, ho realizzato un desiderio che avevo da tempo: ho preso la mia rivincita su Gorizia…e così l’astio è scomparso, senza lasciare tracce.

Sommando quest’ultima esperienza a ciò che ho saputo dai “nuovi adulti” di tali contrade, temo di star rivalutando il mio paese natìo. Oh God, me l’avessero detto nel 2005 non ci avrei creduto. Eppure proprio quell’anno sarebbe cominciato èStoria.

(Continuerò comunque a dichiararmi spavaldamente triestina…)

La Chiesa di San Giusto e il suo lato "creepy"

La Chiesa di San Giusto e il suo lato “creepy”

Annunci