Donne, viaggi e la via del ritorno

Presto comincerò a parlare di ciò che è avvenuto in Ucraina. E’ stato un viaggio fantastico, avventuroso, gitano…di quelli che mi riempiono la vita.
Ero sola, come sempre. Questa volta non per scelta, ma per considerazioni forse errate.
Ebbene, sola ho affrontato un luogo dove l’inglese è lingua estranea, dove il senso di ribellione sale e ti coinvolge, dove sei l’anomalia, ma ti si accoglie con un piatto di borsch fumante.

Non tutti apprezzano il mio modo di viaggiare, camminando sempre, dalle prime luci alle ultime, in silenzio o con la musica in cuffia.
Non tutti amano la donna coraggiosa, alcuni ne hanno paura perché non comprendono come oltre al coraggio (che non equivale a imprudenza) ci possa essere una grande femminilità.

In questi giorni sto seriamente valutando il fatto che sia inutile dover sempre farsi vedere, competere, spiazzare. E’ uno dei motivi per cui Milano non mi piace più: ti priva della dolcezza, ti instilla l’urgenza dell’agone. E questa città è riuscita a intossicarmi a lungo: per evitare di rimanere un numero, pare necessario schiacciare le regole più naturali…ma poi si rimane soli nella propria vetta raggiunta.
Dunque, questo lo comprendo.
Ma non ho intenzione di rinunciare alla mia eredità di zingara, che generazioni intere di Schabetz hanno contribuito a definire…e che Trieste stessa ha aiutato a cesellare (il Triestino non è solo colui che vive nel suo piccolo mondo, anzi…Rumiz e Magris non sono affatto uomini sedentari, ma partono, combattono, poi tornano al loro amato lido…).

Si può esaltare il ruolo atavico femminile, esserne un baluardo in questo mondo depauperato, riconoscerne le potenzialità creative e PROcreative…pur conservando la propria individualità.
Il viaggiare, lo scoprire nuovi luoghi, l’incontrare volti ed etnie diverse fa parte del mio essere Perla di Labuan.
Sono una principessa, ma una principessa priva della paura di seguire il proprio pirata nell’ignoto…o felice di esserne accompagnata.

Pirata non è solo chi indossa un tricorno, pirata è chi sa affrontare i mari in tempesta.
E le difficoltà della vita.
Pirata è chi ama tornare in cabina e riposare stendendosi di fianco alla propria Marianna.

Presto comincerò a parlare di ciò che è avvenuto in Ucraina, ma non ora. Sto piangendo il mio pirata.

Voglio tornare a casa mia, come Rumiz…e casa mia è Trieste.

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