Antropoapproach

Rullo di tamburi e grande attesa per la risposta della Bicocca: riuscirò ad immatricolarmi al corso di Scienze Antropologiche ed Etnologiche?

Inganno l’attesa sfogliando libri riguardanti la materia.
Si riparte dal manuale già studiato (e dunque orribilmente ricoperto di segnacci in matita ed evidenziatore), l’ottimo tomo curato dal professor Fabietti: spiegazioni chiare e comprensibili, antologia interessante, peccato la maledetta carta lucida e la minuscola sezione dedicata all’Antropologia Medica…
L’entusiasmo per le vicende personali ed accademiche di Malinowski e Mead è già alle stelle!!!

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Per quanto riguarda le etnografie, nella mia libreria è presente “Stregoneria, oracoli e magia tra gli Azande” di Edward Evan Evans-Pritchard.
Da ciò ho compreso quanto ci si possa divertire nello studiare Antropologia…non perché io trovi ridicole le usanze di alcuni popoli, anzi! Ma lo stile lineare e sobrio della scrittura porta a gustarsi pienamente le caratteristiche di tale popolo, come narrativa.
Potrei divorarne a quintali…

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Tra i più recenti, “Antropop” di Duccio Canestrini.
Intelligente. Esilarante. Aggiornato.
Per abbattere le torri d’avorio dei Classici che hanno preso cantonate.
Le considerazioni inserite si muovono nel mondo più recente, partendo da libri, film, video e fenomeni culturali degli ultimi 10 anni: finalmente l’Antropologia appare immediata e utile, viene applicata al mondo di cui facciamo esperienza ogni giorno.
E fa riflettere: non addenterete più un kebab senza ripensare alle implicazioni della globalizzazione…

“Bei tempi quelli dell’antropologo eroicamente solo con i suoi selvaggi come il mitico e arrapatissimo
Bronislaw Malinowski in Melanesia. Adesso, in libera uscita serale dai villaggi vacanze di Zanzibar
e Santo Domingo fanno tutti un po’ gli antropologi. E allora io – antropologo vero, parantropologo
o androide – che devo fare? Antropop.”

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