Antropologi al Cinema

Una radice che scava in un muro di mattoni…le piccole azioni possono portare, se non a sovvertire il sistema, almeno a far riflettere chi ne è responsabile.

Le leggi emanate negli ultimi anni in merito all’immigrazione impediscono all’essere umano la propria realizzazione personale, mentre l’immobilità e l’impossibilità possono diventare rabbia e spingere semplici persone a commettere reati di estrema brutalità.
Per prevenire tali condizioni, non è dunque meglio infrangere la legge con personali ed innocui misfatti?
E’ ciò che si sono chiesti gli autori del film documentario “Io sto con la sposa”, Antonio Augugliaro, Khaled Soliman Al Nassiry e Gabriele Del Grande.
Il frutto delle loro fatiche è stato presentato alla 71a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e ieri è stato proiettato allo Spazio Cinema Apollo, inconsapevolmente di fronte ad un gruppo di aspiranti antropologi.

miniRiprendendo l’escamotage di  “Train de Vie”, i protagonisti di questa pellicola decidono di travestirsi da sposi e invitati, mettendo in scena un corteo nuziale che percorrerà 3000 km fino ad arrivare all’ambita meta, la Svezia.
La posta in gioco è alta: aldilà di possibili rimpatri in Italia, si rischiano anni di galera e l’appellativo di “contrabbandiere”; aiutare dei “clandestini” è considerato reato di favoreggiamento se non peggio, di sfruttamento.
Confine dopo confine, la tensione viene esorcizzata attraverso una serie di pratiche transnazionali, infatti cibi, balli e racconti servono a mantenersi vivi, a riappropriarsi della propria identità passata ed aiutarsi a crearsene una diversa in un Paese che si spera accogliente…accogliente, ma freddo 🙂 .

Considerando le difficoltà tecniche della realizzazione, il risultato finale, sia da un punto di vista narrativo che da un punto di vista scenico, è magistrale.
Sebbene lento in alcune parti, si è pienamente coinvolti nella drammaticità ma anche nella tentata leggerezza delle riprese.
La tensione risulta palpabile sulle colline di Ventimiglia, dove i protagonisti si fermano per riprendere le forze e lasciare un segno del proprio passaggio, come molti prima di loro. Qualcosa deve rimanere, di sé e di quelli che non ci sono più.

io_sto_con_la_sposa_4La musica la fa da padrone, nelle varie forme in cui può essere espressa, con i vari significati che le si può attribuire, all’interno di un’auto come sotto una pioggia di bombe.
Esemplare la fusione di accordi tradizionali e liriche rap, spontaneamente avvenuta tra quattro mura screpolate di Marsiglia.

Un film altamente consigliato, che potrete godervi nelle date riportate sul sito del progetto -> link
Con la speranza che non si riduca ad un granello di sabbia…

 

 

 

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