L’esotico antropologico

…ovvero “quanto è più altro il mio altro”?
Ogni antropologo viene caratterizzato dai luoghi e dai popoli in cui fa etnografia: Malinowski dalle Trobriand, Evans-Pritchard dai Nuer e dagli Azande del Sudan, Boas dai Kwakiutl della costa nordoccidentale del Pacifico tra Canada e Stati Uniti…
Questo brano illustra bene la nostra attività, ma raccomando a chi vuole leggerlo di arrivare sino alla fine:

“L’antropologo si è talmente abituato alla diversità dei modi in cui i popoli si comportano in situazioni simili, che non si stupisce nemmeno di fronte alle usanze piú esotiche […]. Il professor Linton fu il primo a portare, venti anni fa, all’attenzione degli antropologi il rituale dei Nacirema, ma la cultura di questo popolo è ancora pochissimo conosciuta.
La cultura Nacirema è caratterizzata da una sviluppata economia di mercato. Mentre la maggior parte del tempo delle persone viene dedicato a scopi economici, una larga parte dei frutti di queste attività e una cospicua parte del giorno vengono spesi in attività rituali. Il centro di tali attività è il corpo umano, l’aspetto e la salute del quale incombono come concetto dominante per l’ethos delle persone. Mentre tale concezione non è inusuale, i suoi aspetti cerimoniali e la filosofia che vi è associata sono unici […]. La credenza fondamentale che sta alla base dell’intero sistema sembra essere che il corpo umano è brutto e che la sua naturale tendenza è di debilitarsi e ammalarsi. Per questo ogni abitazione ha una stanza con uno scrigno, dove anche i bambini vengono iniziati ai misteri. Nello scrigno sono contenute molte cure e pozioni magiche senza le quali i nativi non potrebbero vivere […].
Ogni giorno ciascun membro della famiglia, in successione, entra nella camera dello scrigno, china la testa di fronte alla scatola della cura, mescola diversi tipi di acqua santa e inizia un breve rito di abluzione. I Nacirema hanno un orrore e una fascinazione quasi patologici per la bocca, la cui condizione si crede avere un’influenza sovrannaturale in tutte le relazioni sociali […]. In aggiunta ai riti privati della bocca, le persone una volta o due all’anno vanno a cercare un santone della bocca. Questi sacerdoti hanno un impressionante corredo di parafernalia, consistente in una varietà di trapani, punteruoli, sonde e punzoni. L’utilizzo di tali oggetti per esorcizzare il male della bocca dà vita a incredibili torture rituali del cliente […]. Si può dire che emerge uno schema piuttosto interessante, in quanto la maggior parte della popolazione mostra chiare tendenze masochistiche. E’ a questo che il professor Lindon si riferiva, parlando di una parte dei rituali giornalieri del corpo eseguiti solo dagli uomini.
Tali riti prevedono di grattare e lacerare la superficie della faccia con uno strumento tagliente. Riti specifici femminili sono eseguiti solo quattro volte al mese, ma se difettano per frequenza, spiccano per barbarie. Come parte della cerimonia, le donne cuociono le loro teste in piccoli forni per circa un’ora. Il dato teoricamente interessante è che quello che sembra essere un popolo essenzialmente masochistico, abbia creato specialisti sadici […]. È dura comprendere come siano vissuti cosí a lungo sotto il peso che essi stessi si sono imposti. Ma anche costumi esotici come questi presentano significati reali se osservati dall’interno, come suggerito da Malinowski quando scriveva: «Guardando da lontano e dall’alto, dai nostri luoghi sicuri nella civiltà sviluppata, è facile vedere tutta la crudezza e l’irrilevanza della magia. Ma anche costumi esotici come questi presentano significati reali se osservati dall’interno, come suggerito da Malinowski quando scriveva: «Guardando da lontano e dall’alto, dai nostri luoghi sicuri nella civiltà sviluppata, è facile vedere tutta la crudezza e l’irrilevanza della magia. Ma senza il suo potere e la sua guida i primi uomini non avrebbero potuto superare le difficoltà pratiche come hanno fatto, né avrebbero potuto raggiungere i piú alti stadi della civilizzazione».

ORA

Per comprendere il tono ironico dell’articolo, basta leggere al contrario il nome del popolo in questione. ”

Testo di riferimento. MINER, H., Body Ritual among the Nacirema, in «American Anthropologist», New Series, vol. 58, n. 3, giugno 1956, pp. 503-7
Tratto da: Il primo libro di antropologia (Piccola biblioteca Einaudi. Mappe)
by Marco Aime

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