La realtà degli Yes Men

Il post più letto tra i miei è l’ormai antico “La mia verità su Herbalife”.
E’ diventato in assoluto il must dei lettori occasionali di questa pagina e non ho mai voluto parlarne oltre perché semplicemente il network marketing è diventata una parte secondaria della mia vita, altrimenti non avrei mai potuto continuare a studiare con l’impegno dovuto (il che non implica che rinneghi alcunché di ciò che avevo scritto anni fa).

Oggi, le entrate del post mi hanno offerto la possibilità di ridere, vorrei condividere questa chicca:

herbalife è una settaQualcuno da Città del Vaticano ha tentato di capire dal mio blog se Herbalife sia una setta o meno. XD

Caro visitatore, la risposta è la seguente: sì.
Sì, perché la pratica di indottrinamento per insegnare ad usare il cosiddetto “metodo” ai nuovi distributori è davvero simile a quella di una setta: avete presente “Yes Man”?
Tutte le agenzie similari provenienti prevalentemente dall’America (Agel, OrganoGold, Avon, Holiday Dream…o anche Vorwerk…) contano sul fatto che la massa rimanga compatta attorno ad un prodotto più per l’emozione che essa ispira che per l’efficacia del prodotto stesso (sottolineo che io stessa continuo ad usare i prodotti Herbalife per necessità fisica, per una malattia personale che non mi permette di mangiare due pasti solidi al giorno, e continuo a vendere perché credo nella buona composizione del Formula 1, ma non partecipo più ai meeting).
L’emozione è utile soprattutto per coloro che non sono capaci nella vendita, in quanto è l’unico modo per rendere efficace la loro presenza nell’organizzazione: la loro convinzione nel guadagno sopperirà la mancanza di convinzione nel prodotto, almeno finché rimarranno nel “sistema”. Dovessero cambiare professione, ad esempio diventare agenti assicurativi, perderebbero credibilità.

Il fatto che io abbia l’orticaria a imbattermi nelle logiche della PNL, del public speaking, della memorizzazione o della lettura veloce…è dovuta ad una scelta personale, mi imbarazza l’idea che io possa diventare uguale ad un qualsiasi altro distributore, studente o relatore.
Mi imbarazza il fatto che concetti filosofici e antropologici possano essere ridotti a pallini su una mappa mentale.
Ma ciò NON SIGNIFICA che i metodi non siano efficaci. Anzi, molti di quelli che accettano di seguire il proprio sponsor spogliandosi dei preconcetti faranno i soldi, magari migliorando pure la propria salute (sebbene questo sia per loro un obiettivo secondario).

Io sto investendo in cultura. Il che significa che rimarrò sempre una poveraccia. Una personalissima poveraccia. Una sanissima personalissima poveraccia.

 

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