Una lingua in più per fare la valigia

Come ho accennato precedentemente, sto dividendo la mia giornata in momenti di studio ben definiti, destreggiandomi tra Antropologia, Tedesco e Ucraino.
L’Inglese è stato messo da parte, un po’ per motivi di tempo, un po’ per noia, un po’ perché quasi tutti i testi che leggo sono in quella lingua e lo streaming mi permette di non accedere più alla televisione italiana.

La Magistrale in Scienze antropologiche ed etnologiche mi sta concedendo più ore e relax rispetto alla Triennale in Storia: non si tratta più di imparare a memoria, ma di comprendere e applicare, possibilmente richiede di espandere le proprie letture (non disdegnando articoli, video, immagini e altre fonti, da ricercare anche nella socializzazione).

Questo approccio positivamente americano mi dona tempo prezioso da dedicare al mio futuro accademico (ucraino) e lavorativo (tedesco).

La situazione italiana mi spinge a fuggire fin da subito, a tesi conclusa, e dunque c’è da preparare il terreno.
Londra l’ho sempre esclusa: ci ho vissuto, non l’ho amata…inoltre ormai molti dei miei amici e conoscenti sono andati lì, assieme ad altri 600.000 italiani; comincia a soffiare il vento dell’intolleranza, in un Paese che obiettivamente offre lavoro, ma non condizioni di vita tali da gridare “All’arrembaggio!”

Vienna invece è il mio ambiente: relativamente vicina a casa (5 ore da Gorizia, 5 e mezza da Trieste), fa parte della mia specializzazione – la Mitteleuropa -, è inquadrata in schemi di ordine, precisione e impegno che mi sono congeniali.
Il “problema” è il tedesco, mai imparato per i motivi esposti sopra e perché l’inglese aveva la priorità.

Il problema si sta rivelando stuzzicante.
Ogni giorno mi sveglio, comincio con due ore di ucraino, proseguo con Antropologia e la serata si svolge in compagnia di una lingua davvero meravigliosa: il tedesco è preciso, meticoloso, sicuramente più semplice degli idiomi slavi in cui le complicazioni e le eccezioni sono la regola.

In due anni spero di raggiungere un livello paragonabile a quello del mio inglese, che non sarà meraviglioso ma con cui riesco ad esplicitare il mio pensiero.

In un post futuro vi descriverò il materiale che sto usando…

Corro, Metodologia mi sta aspettando 🙂

E voi? State pensando di andare via dall’Italia?
Dove? E come vi state preparando?
Fatemi sapere con un commento, un video, un’immagine!
Datemi suggerimenti!
A presto!

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